Definizione del target – seconda parte

L’altra volta abbiamo affrontato il problema di dare una prima “identità” al nostro target di riferimento, ossia abbiamo cercato di capire quali domande porci per scoprire da chi sarà probabilmente composto il nostro pubblico.

Una volta iniziata la nostra auto-promozione dovremo dare molta importanza a tutti gli elementi utili a ridefinire in ogni momento quella stessa definizione. Il pubblico cambia, i gusti cambiano e anche ciò che offriamo noi può cambiare. Non trascurate mai di analizzare il vostro seguito: dovrete sempre sapere chi e perchè vi segue per poter dare loro il meglio. Questo non significa rinunciare ad essere ciò che siete o dover offrire ciò che non sentite vostro. Significa invece massimizzare i risultati offrendo ciò che interessa a chi interessa. Vado a spiegarmi meglio. Se io propongo musica metal sarà quasi inutile rivolgermi a chi ama il pop. Come già detto in precedenza meglio partire (bene) da una nicchia ed andare poi ad ingrandirsi poco per volta.

Torniamo alla definizione del target. Con l’arrivo del web e dei suoi strumenti promozionali abbiamo la fortuna di avere moltissimi dati senza fatica e costi. Youtube offre molti dati di gradimento (mi piace-non mi piace), fasce di età e di sesso, dati geografici e dati sui refferal (dove è stato cliccato il link che ha portato l’utente al vostro video).
Le pagine Facebook offrono dati quali: persone raggiunte con ogni singolo post, statistiche sulle persone che vi seguono in base all’età, al sesso, alla zona geografica diviso per periodi. In questo modo è facile individuare cosa è stato maggiormente gradito e cosa meno.
Anche molte piattaforme per il vostro sito dispongono di tali dati per gli amministratori. Tutti questi dati dovranno servirci soprattutto per analizzare “ciò che è stato gradito, da chi e attraverso quale mezzo”. Usate queste informazioni per ridefinire sempre la vostra strategia di promozione oltre che il vostro target di riferimento.

Insomma la tecnologia ci aiuta ad avere sempre sotto mano i dati delle persone che ci apprezzano. Mi raccomando, a voi spetta non deluderli!

Antonella Gucci

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2 risposte a “Definizione del target – seconda parte

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